Arscolor Interactive ha implementato una tecnologia web per  aumentare drasticamente il tasso di conversione dei visitatori di un sito internet.

La soluzione adotta il modello software-as-a-service e permette di monitorare in tempo reale l’interazione del visitatore business rendendo disponibili informazioni rilevanti ai fini commerciali fra cui:

- nome dell’azienda e dati per contattarla;
- prodotti e intenzioni di acquisto;
- filmato della navigazione.

Informazioni utili che l’ufficio commerciale potrà gestire attraverso re-call o presentazioni personalizzate.

Questa innovazione anticipa le soluzioni evolute di web-analytics e brand-monitoring che Arscolor Interactive sta mettendo a punto per il 2010.

Clicca qui per ricevere una dimostrazione.

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mercatoE’ notizia di questi giorni che Google e Bing hanno migliorato l’integrazione nei loro algoritmi dei risultati dei principali social network (Facebook, Twitter, My Space …).

La notizia può essere interpretata in vari modi, io scelgo questo:
In attesa del grande assente – LA SEMANTICA -  i motori continuano a non capire nulla dei testi che archiviano e si affidano ad algoritmi che “riducono” il pensiero umano ad un insieme di citazioni più o meno ordinate.  (Segnalo il mio articolo vecchio di 3 anni ma ancora molto utile a capire “Google e la scemantica“).

Il risultato di questa incapacità semantica si traduce nelle 3 parole d’ordine per farsi sentire in rete:  SEO (scrivere codice comprensibile ai motori), SOCIAL (post, post, post in tutti i canali online rilevanti), NETWORK (chiedi all’amico di parlare di te e ricambia il favore).

Il web rischia di diventare come un SUK dove chi urla di più ha maggiori possibilità di vendita.

ciao
Stefano

Il dipinto è di Buchel, artista Israeliano
(2004)

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Milioni di consumatori si scambiano informazioni su prodotti, marche, aziende, servizi.


I contenuti prodotti sul canale online determinano decisioni di acquisto che nel medio termine hanno forti impatti sui bilanci aziendali.

Questa presentazione indica una possibile strategia di utilizzo del web per favorire il dialogo fra organizzazioni/brand e utenti online. Non è facile, non serve aprire un blog o postare su Facebook se non si hanno chiari gli obiettivi da raggiungere e il linguaggio da utilizzare.

In rete la parola d’ordine è sempre la stessa: mettersi in ascolto, partecipare al dialogo, dire la verità…. esattamente come fra persone in atomi.

Clicca sulla presentazione per vederla.

Stefano Iotti

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Sottotitolo : prega i tuoi amici di non di pubblicare le tue foto.

Imaskl “Personal Brand” indica la modalità con cui una persona si rappresenta agli altri. Il concetto esiste da quando l’uomo ha iniziato a relazionarsi all’interno di gruppi.
Oggi, la memoria e la velocità di propagazione di internet generano un’iperbolizzazione del concetto di “Personal Brand”.

Immaginiamo che una società di software sia intenzionata ad assumere un nuovo impiegato e che il recruiter aziendale abbia già fatto alcune selezioni da cui siano emersi un paio di candidati.
Come scegliere? Facile, l’elemento capace di spostare l’ago della bilancia si chiama Google.

Il recruiter digita www.google.com e scrive il nome del primo candidato, la query restituisce una serie di pagine da alcuni newsgroup in cui si evince la competenza informatica del soggetto.

Adesso il recruiter si concentra sul secondo candidato, trova nell’ordine: foto su Facebook in cui è ripreso mentre consuma alcolici, video su Youtube mentre impenna in moto e una serie di insulti al suo ex professore su Twitter.

Ogni giorno produciamo direttamente o indirettamente contenuti che parlano di noi e che possono facilmente essere rintracciati da chiunque.
Le foto sul social network o il tuo blog personale, possono farti perdere un’occasione di lavoro o qualsiasi altra opportunità.
Quello che fai potrà essere usato contro di te.

I primi ad attivarsi per trarre vantaggio da questa peculiarità della rete sono stati i politici e gli attori della filiera della comunicazione digitale.
Infatti, se è vero che il web ha la memoria lunga, è pur vero che è possibile almeno in parte riorganizzare e reinterpretare la memoria del passato in funzione delle esigenze del presente. In sostanza possiamo provare a produrre contenuti utili per la nostra “rappresentazione digitale” eseguendo una selezione volontaria delle informazioni. Per farlo è indispensabile svolgere attività di monitoraggio del Brand e diventare parte della conversazione in rete. E’ utile tenere presente che non si è al bar con gli amici ma in una vetrina in cui è conveniente sorridere sempre.

Un esempio: da giovani tentiamo di proporre “Personal Brand” in accordo con gli interessi del gruppo o della ragazza di turno.
Oggi è possibile farlo con i social network come Anobii, il website in cui ciascuno condivide con gli altri i libri che sta leggendo. Mi occupo di comunicazione e leggo”Big Swith” di Nicholas Carr ? Ecco che sento il desiderio di farlo sapere al mondo. Al contrario, se mi capita di approfondire “Le avventure di Paperino e le Giovani Marmotte” non è detto che faccia altrettanto.

In tutti i casi sforzarsi di auto-determinare la propria immagine serve a poco se non si è in grado di corrispondere all’aspettativa che si è creata.

Se ti interessa approfondire l’argomento puoi provare con le keys “Personal Brand”, “Story telling”, “Barak Obama”, “Seth Godin”, “Dan Schawbel”.

L’autore dell’immagine è “Madartists” dal sito www.dreamstime.com.

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A Reggio Emilia, culla del Parmigiano Reggiano, dell’Aceto Balsamico Tradizionale e del Lambrusco, è nato un progetto che unisce tradizione culinaria e modernità digitale.

Emiliabyfood.it è un luogo virtuale che si impegna a preservare la memoria storica degli attori della filiera alimentare: soggetti istituzionali, produttori e consumatori.

Nel sito sarà possibile vedere le interviste ai produttori del latte del Parmigiano Reggiano o ascoltare la “zdora” che spiega la differenza fra il ripieno del cappelletto reggiano e il tortellino bolognese. La partecipazione del pubblico è permessa e benvenuta, chiunque può commentare gli articoli e partecipare allo sviluppo del progetto.

Il progetto Emiliabyfood.it ha un dna fatto di tecnologia e territorio dato dai suoi artefici: Arscolor Interactive e Acetaia San Giacomo, la prima si occupa di tecnologia e digital media mentre la seconda è un produttore di Aceto Balsamico Tradizionale.

Il primo video di Emiliabyfood è stato girato alle 5 di mattina, in accordo con i ritmi della natura e delle vacche, è visibile all’indirizzo www.emiliabyfood.it.

Non lo perdere.

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