I sistemi di incentivazione alla forza vendita

Da quest'anno organizzeremo degli eventi il cui scopo è quello di condividere con le aziende strategie e "best practice" utili a migliorare l'efficienza dell'impresa.

Venerdì 29 Febbraio ci sarà il primo seminario, nel quale parleremo di programmi di incentivazione alla forza vendita con un bel quartetto di relatori sia del mondo business che del mondo accademico.
Nel pomeriggio ci sarà poi un workshop con un taglio più esperienziale. Se vuoi conoscere i dettagli dell’evento visita il sito dedicato.

La partecipazione è gratuita fino ad esaurimento posti e puoi iscriverti semplicemente attraverso il sito.

Ci incontriamo là?

Ciao
Rossella Scala

Quadri, specchi e desideri

Che la quantità delle informazioni circolanti in internet sia oltremodo elevata è cosa nota, che molte siano semplici bufale o leggende metropolitane, pure. Tra queste, une delle ultime è una galleria di immagini ricavate dai quadri di Leonardo visti allo specchio. Qualcuno ha dimostrato che, specchiando porzioni dei suoi quadri, si scoprono immagini nuove, celate.
Con il marketing e la comunicazione apparentemente c’è poco in comune, ma astraendo un po’ è facile osservare che la percezione delle cose cambia a seconda del punto di vista.
Se con uno specchio vedo le figure nascoste di un quadro, allora se sposto il mio punto di vista, posso percepire esigenze altrettanto nascoste.

Per chi vive l’azienda “da dentro” fare comunicazione sul web o acquisire un certo software può non essere necessario. Ma questi strumenti sono rivolti ad un pubblico fatto, tra gli altri, di fornitori e potenziali clienti, per i quali un software o un sito possono fare la differenza. Non intendiamo un sito superaccessoriato ma uno strumento snello ed essenziale che permetta di raccogliere i contatti dalla Rete e che offra informazioni utili. Neanche intendiamo software avanguardisti, ma quelle applicazioni che migliorano la comunicazione e l’organizzazione dei flussi di lavoro. Spesso l’adozione di tecnologia viene scartata a priori  perché porterebbe importanti cambiamenti interni. Eppure quegli stessi cambiamenti aiutano le aziende ad adattarsi  ad un mercato mutevole, a consolidare preziosi contatti, ad allargare il proprio business. Il principio per ridurre l’impatto, comunque, esiste: l’elemento nuovo andrebbe introdotto gradualmente nella routine aziendale.
L’offerta di tecnologia è talmente vasta che è possibile trovare applicazioni personalizzate sulle esigenze di nicchie di mercato.
Resta solo da ricordare che cambiare prospettiva non serve solo a capire cosa c’è di nuovo da introdurre, ma anche cosa c’è di obsoleto da portare fuori!

 

Buon lavoro ! 

 


Rossella Scala

Customer Care
ARSCOLOR.COM Srl
mailto:rscala@arscolor.com
http://www.arscolor.com/

Web e emozioni

L’ultima campagna promozionale di Oliviero Toscani per un marchio di abbigliamento ritrae una modella nuda, anoressica. A guardare le foto lo shock è forte e le critiche non sono mancate. Le stesse foto sono anche in internet sul sito dell’azienda, in molti blog e siti d’informazione. Il web sta contribuendo alla diffusione della campagna, mantenendo alta l’attenzione e alimentando le critiche.
Oltre ad aver scosso le coscienze di tutti verso la malattia, la campagna ha raggiunto altri obiettivi meno “nobili” ma altrettanto preziosi, tra cui: diffondere il brand, aumentarne la conoscenza tra il pubblico e infondergli personalità.
Questo è un esempio replicabile per tutte le aziende, a prescindere dal settore. Le immagini non devono essere necessariamente così forti ma il concetto è che per promuovere con efficacia il proprio marchio bisogna investire sia sui media tradizionali che nel web. Poi, entrambi devono cooperare al raggiungimento dello stesso obiettivo, cioè devono diffondere lo stesso messaggio: un marchio, un prodotto…
A monte è importante che il messaggio sia ben fatto. Il concetto di ben fatto è piuttosto complesso, interi manuali cercano di spiegarlo, alcune righe di post sono poche e possono confondere. Brevemente, è necessario che il marchio (o il prodotto)  abbia un legame con la campagna promozionale. Questo legame è più forte se è naturale ed evidente. Avrà maggiore impatto se sono coinvolte le emozioni: sgomento, ilarità, tenerezza, rabbia…
Una volta che la campagna è cominciata, bisogna far si che le persone parlino di noi, online e offline. È importante dare la possibilità al pubblico di intervenire e ancora di più ascoltarlo, per capire le loro opinioni ed emozioni, utili alla campagna successiva…
Una volta che si è attivato il passaparola, più o meno spontaneo, in Rete e fuori, l’obiettivo è raggiunto.
Per mantenere i risultati ottenuti, però, è importante fare comunicazione costantemente. I marchi si evolvono nel tempo, nei contenuti più che nella forma grafica, i prodotti si arricchiscono di nuove linee e varianti, è opportuno comunicare questi cambiamenti.

 

ciao

Rossella Scala
Arscolor.com customer care

 

Marketing off e online

A prescindere dal mercato di riferimento, locale o globale che sia, qualunque azienda ha bisogno di creare e mantenere rapporti distesi, se non amichevoli con i suoi clienti, di farsi conoscere e di fare buona impressione di sé.
Questo è marketing e la tecnologia ci offre interessanti strumenti “marketing oriented” come gli applicativi CRM, che aiutano a mantenere ottimi rapporti con la clientela o la promozione online.
Promuoversi sul canale virtuale è necessario, comprare spazi lo è di meno. Acquistare spazi per risultare primi tra i match di un motore di ricerca non ci farà necessariamente conquistare la fiducia degli utenti, invadere la Rete con i nostri banner non porterà necessariamente a vendere di più…
Generare un passaparola spontaneo o legare il nome dell’azienda a eventi e iniziative sul web permetterà di farsi conoscere e di creare un’immagine positiva.
La chiave per il successo della promozione sul web è il coinvolgimento attivo delle persone, che non vogliono più limitarsi a fornire i loro dati in cambio di gadget vari.
Tanto maggiore sarà il loro coinvolgimento quanto l’iniziativa riuscirà a colpirli ed emozionarli.

 

Clicca qui per visitare il sito del nostro CRM per la gestione dei clienti.



Clicca qui se desideri chiarimenti sui software CRM.

 

Saluti a tutti
Rossella Scala

Crm analitico e operativo

La decisione di dotare l’azienda di un software CRM e gli sforzi fatti per diffonderne l’uso rappresentano l’inizio di un processo di cambiamento di più ampie vedute.
Ad oggi, i vantaggi competitivi e i benefici che il Customer Relationship Management procura, si riferiscono al lato operativo, pratico, dell’attività aziendale.
Il CRM facilita l’attività della forza vendita, migliora il customer care, fornisce supporto ai partner…

L’azione del CRM non si esaurisce sul lato operativo: al contrario le sue potenzialità lo spingono verso l’analisi dei dati, attività che precede l’esecuzione delle attività consentite dal CRM operativo. Se il CRM operativo è il braccio, il CRM analitico è la mente.
In un mercato che si evolve ininterrottamente, soltanto l’analisi delle informazioni ci permette di non subire i cambiamenti ma di assecondarli e di anticiparli. Qui siamo nell’ambito del CRM analitico, del data mining, della creazione e gestione di conoscenza. Siamo nell’ambito strategico, che nel lungo periodo diventa la fonte della competitività e della forza dell’azienda. Si tratta di studiare, interrogare e interpretare i dati che abbiamo raccolto con il CRM,  le informazioni e la conoscenza del mercato di oggi per prevedere le evoluzioni future.
Prima di muoverci verso il CRM analitico è il caso di valutare se in azienda è presente una cultura del CRM, ossia di una comune visione del mercato come di uno scenario nel quale tutto e tutti sono intrecciati e vicendevolmente influenzati.
Il knowledge worker è la persona alla quale è affidato il compito di diffondere la conoscenza in azienda o più precisamente, di creare conoscenza elaborando le info. Questo compito non potrebbe essere svolto al meglio senza una soluzione CRM, che garantisce la circolazione e la condivisione delle info, e quindi la diffusione di una condivisa cultura aziendale.
Per il ruolo delicato che svolge, al knowledge worker deve essere affidata anche una certa attività decisionale.

Rossella Scala