Intervista al Prof. Piero Nasuelli, docente di commercio elettronico

Riprendiamo le trasmissioni della WEB TV di Arscolor.com.

Oggi abbiamo un ospite rappresentativo della cultura accademica: il Prof. Piero Augusto Nasuelli, Docente di Commercio Elettronico presso la Facoltà di Agraria dell’Università di Bologna.


Il Prof. Nasuelli gentilmente ha accettato di parlare con noi. Gli abbiamo posto le seguenti domande:

1. Che cosa è cambiato in azienda con l'avvento degli strumenti web-based?

2. Quali sono le potenzialità degli strumenti web che ancora non sono state
sfruttate pienamente nelle aziende italiane?

 

ARSCOLOR WEB TV: Prof. Piero Nasuelli, Docente di Commercio Elettronico presso la Facoltà di Agraria dell’Università di Bologna.

Nuovo progetto: WEB TV di Arscolor

Oggi è un momento importante, inauguriamo la WEB TV di Arscolor.

L’ obiettivo è quello di condividere con voi le opinioni delle persone che possono aiutarci a capire la tecnologia e il marketing.

Per farlo, intervisteremo manager, professori, tecnici, e tutti coloro che possono portarci un contributo per comprendere lo scenario in cui operiamo e aiutarci a prevederne gli sviluppi.

Per questa prima puntata scegliamo un protagonista di eccezione: Lorenzo Morrocchi, Vice President CNH (Gruppo FIAT) e Professore Associato Facoltà di Economia e Commercio Università Statale di Milano.


Con il dottor Morrocchi parliamo di marketing, di incentivazione alla vendita e di internet.
 
1. Quanto sono legati oggi strategia di marketing e incentivazione alla vendita?

2. Quanto il web ha cambiato modo di fare marketing e comunicazione? Crede che negli ultimi anni ci sia stata un'evoluzione causata dal fenomeno internet?

3. Un suo commento sull’evento “I sistemi di incentivazione alla forza vendita” organizzato da Arscolor.com a Reggio Emilia.


ARSCOLOR WEB TV : Lorenzo Morrocchi Vice President CNH (Gruppo FIAT) e Professore Associato Facoltà di Economia e Commercio Università Statale di Milano.

I sistemi di incentivazione alla forza vendita

Da quest'anno organizzeremo degli eventi il cui scopo è quello di condividere con le aziende strategie e "best practice" utili a migliorare l'efficienza dell'impresa.

Venerdì 29 Febbraio ci sarà il primo seminario, nel quale parleremo di programmi di incentivazione alla forza vendita con un bel quartetto di relatori sia del mondo business che del mondo accademico.
Nel pomeriggio ci sarà poi un workshop con un taglio più esperienziale. Se vuoi conoscere i dettagli dell’evento visita il sito dedicato.

La partecipazione è gratuita fino ad esaurimento posti e puoi iscriverti semplicemente attraverso il sito.

Ci incontriamo là?

Ciao
Rossella Scala

Microsoft, Yahoo e il software diventa latte

A proposito dell’offerta stratosferica fatta da Microsoft per l’acquisto di Yahoo e del conseguente interessamento di Google e Murdoch.

Perché Microsoft ha offerto 44 miliardi di dollari per comprare Yahoo dopo avere appena speso 240 milioni di dollari per una piccola percentuale di Facebook?
L’azienda di Redmond è impazzita? Ovviamente no .
Semplicemente Microsoft sa che il modello di business sbilanciato sul licensing ha i giorni contati e sta cercando un modo veloce per acquisire una posizione dominante nel web e prevenire un futuro calo di redditività.

Vediamo perché.
La diffusione di Windows, Office e ancora prima di Ms-Dos  è iniziata dai privati per poi estendersi alle scuole e infine alle aziende, a quei tempi i social networks non passavano dal web.
Microsoft conosce il meccanismo: offrire software al mercato consumer per poi trovarselo nelle aziende perché i ragazzi diventano adulti ed entrano nel mercato del lavoro.

Oggi le cose sono cambiate.
Grazie a internet e agli strumenti collaborativi il mercato sta rapidamente evolvendo. Esistono i software Open Source e quelli gratuiti. Per fare un esempio: Google Docs o Open Office sono alternative gratuite a Microsoft Office.
I giovani stanno già utilizzando software in accordo con i nuovi modelli di sfruttamento. Le Università fanno lo stesso.
Microsoft sa bene che quando i ragazzi, i millenials delle ricerche di marketing, entreranno in massa nel mercato del lavoro, l’attuale modello di licensing sarà scardinato.
Anche se la maggior parte del fatturato di Microsoft deriva dal mercato professionale, il suo futuro è dato da quello consumer.

Parliamo della pubblicità e delle comunità.
Globalmente il mercato ADV vale decisamente di più di quello IT , e questo di per sé non è una novità. Lo è invece il fatto che gli inserzionisti stanno pesantemente aumentando gli investimenti pubblicitari sul web sottraendoli agli altri media .
Significa che vendere pubblicità online conviene almeno quanto scrivere software.

Pensate a fenomeni come Facebook o Myspace. Quanto impiegherebbe Microsoft per riprodurre gli stessi servizi? Probabilmente una manciata di mesi. Mi azzardo ad affermare che con poco tempo potrebbe riprodurre anche Google (ok, ho detto che era un azzardo). Il motivo per cui non può farlo è che per spostare una comunità di qualche milione di utenti da un website all’altro occorre qualcosa per convincerli.

Il software si avvia a diventare una commodity come il latte o il sale spostando parte del valore aggiunto sul know how delle persone e sul valore dei contenuti.

Per fare un paragone, Microsoft sta a Google come il costruttore di televisori sta all’emittente televisiva. Non è più la tecnologia a farla da padrone, ma sono i contenuti e gli utenti: l’audience.

Il ragionamento è lo stesso per le multinazionali del software che basano le proprie rendite sulla vendita delle licenze.
In futuro il software di uso comune non sarà necessariamente gratuito, ma il modello di business delle software house dovrà certamente cambiare per tenere conto delle mutate abitudini degli utenti. Vedi anche "software as a service" e "asp".

Buon lavoro !
Stefano Iotti

Multicanalità, e-commerce, rete di vendita: pensieri sparsi

Qualche giorno fa Stefano mi ha segnalato un thread interessante sulle paure della rete di vendita e oggi l’ultimo post di Seth Goldin mi ha fatto riflettere sullo stesso tema. Insomma, anche nell’era del digitale il luddismo potrebbe conoscere un risveglio e orde di agenti monomandatari potrebbero distruggere server e laptop…

Ironia a parte, credo che le aziende debbano prendere atto di questi timori e cercare di affrontarli. La soluzione non è semplice perché tocca da un lato dati molto razionali ma anche corde emotive e timori dati da strumenti che probabilmente non si conoscono, quindi non si comprendono.

La prima regola fondamentale per le aziende è dunque la trasparenza: sugli obiettivi, sulle strategie di breve e lungo periodo e sul ruolo della forza vendita in azienda. Ad esempio la multicanalità potrebbe essere semplicemente un modo per andare dai clienti lì dove loro sono e almeno per alcuni target la rete potrebbe essere il mezzo giusto. Far comprendere, con dati alla mano, questo alla forza vendita potrebbe almeno in parte ridurre il timore di essere presto “fatti fuori”.
Spesso i timori nascono anche dalla non conoscenza dei mezzi; almeno per l’Italia penso di poter affermare che una parte della forza vendita (non azzardo percentuali) è composta da digital immigrant che usano Internet proprio solo quando devono e non ne colgono le potenzialità. Formare queste risorse e abituarle all’uso della rete potrebbe essere una buona soluzione a vincere le diffidenze verso la multicanalità ma anche a cogliere nuove opportunità.
Un modo efficace per accrescere la confidenza della rete vendita verso questi strumenti potrebbe essere quella di utilizzarli internamente: ad esempio per segnalare presenze, ferie, permessi o meglio ancora sistemi web-based per gestire gli incentivi alla forza vendita. “La necessità aguzza l’ingegno” e utilizzare Internet per riscuotere i propri premi diventa prima una necessità e genera poi comprensione delle potenzialità.

La rete vendita possiede un tesoro enorme che non sono il portfolio clienti, ma soprattutto la conoscenza diretta delle richieste dei clienti. Saper sfruttare questa conoscenza anche sulla rete, soprattutto nel momento in cui lo spostamento verso i social network è molto forte, è fondamentale e può dare buoni frutti. Invece di convincere i venditori che Internet non rappresenta un pericolo, credo che sarebbe più lungimirante formare i venditori perché aiutino loro stessi a capire che cosa da Internet si possa tirare fuori di buono e sono convinta che ci dia ancora molto, moltissimo…
Il ruolo delle agenzie è certo fondamentale nel consigliare tempi, metodi, strumenti e come muoversi all’interno del marketing digitale, ma in un mondo che chiede all’azienda di esporsi ed essere trasparente, non coinvolgere la forza vendita sarebbe miope.

E voi cosa ne pensate? Minaccia o opportunità?

Laila Magrosa