comunicazione web 2.0 e soluzioni tecnologiche per il web e i media digitali
Scritto da Laila Magrosa
9 setInternet storicamente nasce nel 1991 quando Tim Berners-Lee, ricercatore al CERN di Ginevra, inventò il World Wide Web. All’inizio l’uso di Internet era riservato prevalentemente ai ricercatori e per scopi didattici e solo nella metà degli anni ’90 del secolo scorso comincia a diffondersi verso un pubblico più vasto. Da allora Internet ha attraversato molte fasi e anche le imprese hanno cominciato ad accorgersi delle sue potenzialità.
Le differenze con i media tradizionali sono molte e alcune di esse furono chiare fin dal principio. Innanzi tutto Internet è un canale di comunicazione ma può essere anche un canale di vendita: in questo senso è molto più simile al negozio che allo spot pubblicitario; anche in un negozio gli elementi del Brand devono essere visibili, riconoscibili, coerenti e seguire tutte le regole per una comunicazione efficace, ma la relazione può anche avere un immediato riscontro nell’acquisto del bene.

Un’altra peculiarità che fu chiara sin dall’inizio è la multimedialità di Internet: in una stessa pagina possiamo avere un video, un brano audio, una galleria di immagini, un testo e magari alcuni approfondimenti in PDF da scaricare. Internet insomma supera le barriere dell’advertising tradizionale e permette di utilizzare, combinandoli, diversi strumenti di espressione. Con il tempo e lo sviluppo tecnologico, la multimedialità è diventata sempre più cross-medialità, Internet diventa cioè una sorta di medium unico attraverso cui è possibile fruire gli altri media: posso leggere su Internet il giornale, guardare un film, rivedere la puntata della mia sit-com preferita, ascoltare musica, telefonare agli amici, chattare e, ovviamente, navigare tra siti, forum e blog. La cross-medialità si esprime anche nella fruizione di Internet attraverso mezzi differenti: non solo dal computer, ma anche dal telefonino e dalla TV digitale.

La rivoluzione più evidente che Internet ha portato nelle nostre vite è stata quella della globalizzazione delle informazioni e dei consumi: le strategia di comunicazione oggi devono essere progettate su base globale perché quello che succede all’altro capo del mondo è a distanza di pochi click. Insomma, il villaggio globale che McLuhan teorizzava nei primi anni ‘60 del secolo scorso è diventato realtà. Hugh MacLeod è arrivato a definire l’esistenza di micro brand globali, cioè marchi di nicchia che riescono ad imporsi a livello globale grazie alla qualità dei propri prodotti (pensiamo ad esempio a prodotti di alta sartoria o produttori di vini).

Rispetto ai media tradizionali come stampa, radio e TV, Internet ha il grande vantaggio di essere perfettamente misurabile. Quando vogliamo sapere quante persone hanno visto il nostro spot pubblicitario ci affidiamo ad una misurazione campionaria effettuata da Auditel sulla trasmissione all’interno della quale il nostro spot è andato in onda, ma non possiamo sapere se la stima campionaria sia esatta all’unita e soprattutto se le persone che avevano la TV accesa in quel momento abbiano effettivamente visto il nostro spot. Al contrario con Internet possiamo conoscere quante persone hanno visitato il nostro sito in un certo intervallo di tempo, quanto tempo hanno trascorso, quali pagine hanno visitato, da dove sono arrivate al nostro sito e da quale pagina sono uscite, quali sono i percorsi di navigazione che hanno effettuato e, se abbiamo stabilito degli obiettivi, quali sono i tassi di conversione.

La misurabilità delle azioni degli utenti su Internet, significa anche tracciabilità della navigazione dell’utente: utilizzando sistemi di reportistica adatti, posso sapere ad esempio quali sono i percorsi di navigazione più frequenti, le pagine preferite, i prodotti più acquistati nel caso di un e-commerce, ecc. Se ben utilizzati questi dati forniscono indicazioni utili per progettare strategie di targeting, cioè strategie di marketing sempre più efficaci. Ne abbiamo già parlato diffusamente qui e qui e vi rimando perciò ai due post precedenti per l’approfondimento. Se ad esempio navigate su Amazon vi sarà successo di notare come vengano proposti libri che potrebbero piacervi; le proposte sono fatte proprio sulla base del behavioural targeting, o per dirla in parole povere “se il 70% delle persone che ha comprato il libro X ha comprato anche il libro Y è probabile che ci sia una relazione, per cui proponiamo questo abbinamento”. Il targeting può essere spinto fino alle sue conseguenze estreme del marketing one-to-one, che forse non è una peculiarità unica della rete, ma che trova terreno fertile nel web.

Mentre i media tradizionali sono caratterizzati da una comunicazione UNO:MOLTI, Internet permette una comunicazione UNO:UNO, come abbiamo già visto, ma anche una comunicazione MOLTI:MOLTI: ad esempio in forum possiamo commentare un nuovo prodotto, in un blog possiamo recensire un film e raccogliere i commenti anche di altri utenti, in siti di viaggi gli utenti possono lasciare commenti sugli alberghi in cui hanno soggiornato, ecc. Internet insomma è un medium partecipativo in cui si rompe la tradizionale relazione emittente-destinatari per instaurare una relazione più complessa in cui tutti siamo contemporaneamente emittenti e destinatari. Questa rivoluzione è stata ribattezzata da Tim O’ Reilly Web2.0 e ne parleremo diffusamente in seguito.

La partecipazione significa anche che insieme alle classiche strategie push, in cui l’azienda cerca di vendere un prodotto esaltandone le caratteristiche, trovano spazio le strategie pull, in cui l’azienda non solletica un bisogno, ma risponde alle richieste dei potenziali clienti; in questo senso l’esempio migliore è il Search Engine Marketing, di cui parleremo tra qualche post.
Letture consigliate: Che cos’è il web marketing, di Maria Chiarvesio e Eleonora Di Maria.
Nelle prossime puntate approfondiremo meglio temi specifici della rete, come ad esempio l’e-commerce oppure l’importanza della partecipazione. Insomma, tutte le peculiarità fanno di Internet un mezzo straordinario e ricchissimo ma che deve essere ben gestito e ben progettato per dare buoni risultati.
Se volete avere maggiori informazioni potete lasciare un commento, contattarci per una consulenza specifica, leggere la pagina dei servizi internet .
La prossima settimana metteremo il primo mattoncino, parlando di come progettare siti web efficaci ed usabili. Vi aspetto!
Sara
9 Risposte per Marketing Web lezione 1: Comunicare con Internet
Lorella
settembre 10th, 2008 at 16:38
Ciao Sara,
questa prima lezione è molto chiara ma sono scettica sulla misurabilità dei risultati.
Credo che siano più difficili da interpretare e capire. Se non capisco che risultati ho ottenuto, come faccio a tarare le campagne successive?
La vedo dura arrivare al marketing one to one se non capisco dove sono ora!
E’ soltanto una mia impressione?
Lorella
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Stefano
settembre 10th, 2008 at 16:43
Salve sono un responsabile informatico di una software house. Girando per il web mi sono imbattuto in questo blog molto interessante ed ho letto molto attentamente questo articolo che giudico a mio parere scritto davvero bene, ed in maniera concisa. Ho trovato molto interessante la parte in cui si parla di misurabilità di internet. Un saluto e credo che in futuro darò un altra occhiata a questo blog.
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Filippo
settembre 11th, 2008 at 17:34
Buongiorno,
il post descrive in modo eccellente le differenze fra i media tradizionali e il web.
Volendo invece parlare di punti in comune fra web e media tradizionali, sottolinerei come in tutti i casi sia l’audience a determinare il successo e la redditività dei siti così come lo è della tv o della carta stampata (visitatori/utenti vs. lettori/spettatori) .
In tal senso il web non è altro che un supporto tecnologicamente evoluto per veicolare il trash già presente negli altri media.
ciao
Filippo A.
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sara
settembre 11th, 2008 at 19:32
Prima di tutto grazie per i commenti che ci avete inviato e grazie per i complimenti. Ce la metteremo tutta per essere all’altezza delle aspettative nei prossimi post.
@ Lorella: è vero, spesso interpretare i dati che ci arrivano è difficile, anche perchè viviamo in una sovrabbondanza di dati in cui è difficile scegliere ciò che realmente è importante e ciò che non lo è. Per rispondere al tuo scetticismo, come prima cosa ricordo la differenza tra dato e informazione: sapere che 1500 utenti hanno visitato il nostro sito può non essere rilevante, sapere che lo hanno fatto in un giorno, dopo che, ad esempio, è stata realizzata una campagna pay per click lo è di più. I dati vanno letti e per fare questo sono necessari buoni software di analytics ma anche buoni specialisti. Il marketing one to one forse è una provocazione, almeno per i mass market, ma Internet rende davvero possibile offrire servizi sempre più tagliati sui bisogni degli utenti. Pensa ad esempio a cosa fa Amazon rispetto ad un negozio di libri, consigliandoti libri simili a quelli che hai acquistato in passato, inviandoti sconti personalizzati, ecc. Potresti obiettare che anche il libraio di fiducia fa lo stesso e il punto è proprio qui: Internet riesce a ricreare quella relazione che era tipica degli acquisti "di una volta", del negozio sotto casa che sapeva come volevi il prosciutto, ma su scala globale.
@ Filippo: sono d’accordo, alla fine è il contenuto che decreta il successo, che sia un sito Internet o una trasmissione televisiva. Diciamo che poi il contenuto può anche essere molto trash, ma in questo caso lo guarderanno solo gli appassionati del genere e noi possiamo liberarcene!
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Piero
settembre 12th, 2008 at 16:31
Buongiorno,
si potrebbe per cortesia approfondire l’argomento del marketing virale.
Piero
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sara
settembre 12th, 2008 at 17:14
@ Piero: il marketing virale è un argomento molto interessante e molto complesso. Proprio per la sua complessità abbiamo previsto di trattarlo poco dopo la metà del nostro percorso (se vuoi trovi l’elenco degli argomenti qui blog.arscolor.com/post/2008/09/Breaking-news!-Mini-corso-di-web-marketing.aspx). Prima di parlarne abbiamo bisogno di costruirci una cassetta degli attrezzi robusta… Abbi pazienza, ci arriveremo!
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lorella
settembre 15th, 2008 at 14:16
Ciao Sara!
La tua risposta mi è piaciuta molto.
Vista così, la questione della misurabilità dei risultati risulta ridimensionata.
Grazie,
Lorella
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sara
settembre 16th, 2008 at 10:59
@ Lorella: bene, sono contenta di aver risposto alle tue perplessità, ma se continuate con i complimenti va a finire che mi monto la testa
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Rodolfo
agosto 2nd, 2009 at 21:21
Io sono un ragazzo malato, molto malato,non so fino a quando potrò resistere.
Coltivo molte passioni:musica, pittura, letteratura,poesia…e tra queste spicca anche il canto,sono un piccolo tenore,ma presto finirò…
Mi piacerebbe tanto comunicare, una volta, una volta soltanto,con il grande ed unico Placido Dominigo.
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