Microsoft, Yahoo e il software diventa latte

A proposito dell’offerta stratosferica fatta da Microsoft per l’acquisto di Yahoo e del conseguente interessamento di Google e Murdoch.

Perché Microsoft ha offerto 44 miliardi di dollari per comprare Yahoo dopo avere appena speso 240 milioni di dollari per una piccola percentuale di Facebook?
L’azienda di Redmond è impazzita? Ovviamente no .
Semplicemente Microsoft sa che il modello di business sbilanciato sul licensing ha i giorni contati e sta cercando un modo veloce per acquisire una posizione dominante nel web e prevenire un futuro calo di redditività.

Vediamo perché.
La diffusione di Windows, Office e ancora prima di Ms-Dos  è iniziata dai privati per poi estendersi alle scuole e infine alle aziende, a quei tempi i social networks non passavano dal web.
Microsoft conosce il meccanismo: offrire software al mercato consumer per poi trovarselo nelle aziende perché i ragazzi diventano adulti ed entrano nel mercato del lavoro.

Oggi le cose sono cambiate.
Grazie a internet e agli strumenti collaborativi il mercato sta rapidamente evolvendo. Esistono i software Open Source e quelli gratuiti. Per fare un esempio: Google Docs o Open Office sono alternative gratuite a Microsoft Office.
I giovani stanno già utilizzando software in accordo con i nuovi modelli di sfruttamento. Le Università fanno lo stesso.
Microsoft sa bene che quando i ragazzi, i millenials delle ricerche di marketing, entreranno in massa nel mercato del lavoro, l’attuale modello di licensing sarà scardinato.
Anche se la maggior parte del fatturato di Microsoft deriva dal mercato professionale, il suo futuro è dato da quello consumer.

Parliamo della pubblicità e delle comunità.
Globalmente il mercato ADV vale decisamente di più di quello IT , e questo di per sé non è una novità. Lo è invece il fatto che gli inserzionisti stanno pesantemente aumentando gli investimenti pubblicitari sul web sottraendoli agli altri media .
Significa che vendere pubblicità online conviene almeno quanto scrivere software.

Pensate a fenomeni come Facebook o Myspace. Quanto impiegherebbe Microsoft per riprodurre gli stessi servizi? Probabilmente una manciata di mesi. Mi azzardo ad affermare che con poco tempo potrebbe riprodurre anche Google (ok, ho detto che era un azzardo). Il motivo per cui non può farlo è che per spostare una comunità di qualche milione di utenti da un website all’altro occorre qualcosa per convincerli.

Il software si avvia a diventare una commodity come il latte o il sale spostando parte del valore aggiunto sul know how delle persone e sul valore dei contenuti.

Per fare un paragone, Microsoft sta a Google come il costruttore di televisori sta all’emittente televisiva. Non è più la tecnologia a farla da padrone, ma sono i contenuti e gli utenti: l’audience.

Il ragionamento è lo stesso per le multinazionali del software che basano le proprie rendite sulla vendita delle licenze.
In futuro il software di uso comune non sarà necessariamente gratuito, ma il modello di business delle software house dovrà certamente cambiare per tenere conto delle mutate abitudini degli utenti. Vedi anche "software as a service" e "asp".

Buon lavoro !
Stefano Iotti

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Commenti

febbraio 20. 2008 12.43

sono d'accordo su tutto!

ciao Paolo

paolo barbieri

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