La settimana scorsa a Milano si è svolta una due giorni patrocinata da Netcomm, il consorzio che riunisce le imprese di e-commerce italiane. Sono state presentate alcune ricerche estremamente interessanti
che potete scaricare sul sito di Netcomm.
Alcuni spunti meritano una riflessione; in particolare nella prima ricerca condotta dalla Bocconi è emerso come
per i consumatori gli elementi rilevanti siano l’efficienza logistica, il prezzo e la facilità dei pagamenti, elementi confermati anche dall’indagine Eurisko.
La seconda ricerca presentata è stata invece condotta da Gfk Eurisko e dà un’interessante panoramica lato domanda. Come prima cosa fa piacere notare come l’e-commerce sia
in lenta ma costante crescita. Il profilo che emerge del compratore on line è quello di maschio, 25-44 anni, scolarizzazione alta (licenza superiore o laurea), reddito medio-alto, lavora (con un picco tra imprenditori e liberi professionisti, coloro cioè che comprano anche per mestiere), si connette tutti i giorni ad Internet ed è un utilizzatore della rete dal 1999. Quest’ultimo dato è importante perché nei non acquirenti le resistenti maggiori si concentrano proprio in una non confidenza con il mezzo e nella resistenza all’uso della carta di credito (non a caso tra gli acquirenti abbiamo una percentuale altissima di pagamenti con carte ricaricabili).
I dati veramente interessanti che emergono a mio parere sono però 3:
1.
40% degli acquirenti torna nuovamente ad acquistare sullo stesso sito: questo dimostra una forte stickiness non solo al tipo di prodotto, ma anche al “negoziante”; gli acquirenti on-line sono cioè fortemente fidelizzati.
2. Nel processo di decisione all’acquisto
l’82% dichiara di informarsi attraverso il web, il 46% attraverso il passaparola e solo il 18% attraverso forme di pubblicità tradizionali.
3.
Il 31% degli intervistati dichiara che probabilmente o certamente non avrebbe effettuato quell’acquisto off-line: questo significa che l’e-commerce genera nuove vendite e non si sovrappone solo ai canali tradizionali.