Sicurezza, paure e innovazione tecnologica

quel che fa paura #1 In questi giorni sto leggendo "Marketing non-convenzionale" e in uno dei primi capitoli c'era uno spunto interessante di Cova su cui vorrei riflettere con voi. Cova sostiene che il consumo nelle società post-moderne sia caratterizzato dal bisogno di potere e sicurezza; "le vendite dei SUV, mostri americani golosi di carburante che rappresentano già il 45 per cento del totale delle vendite di automobili statunitensi, si spiegherebbe così con il bisogno di rendere solido il supporto della vita quotidiana del consumatore". In quelle "capsule difenzive" che sono i SUV tutto è fuori misura, perchè le paure e le ansie sono smisurate." (p. 28)

Il bisogno di sicurezza davanti all'incertezza del futuro e all'estraneità dell'altro sono davvero elementi forti nella nostra società, basta guardare un telegiornale per rendersene conto. La tecnologia non ha il compito di agire sulle percezioni profonde ma si limita a fornire delle risposte ai bisogni. Guardandola da questa angolazione, la tecnologia può fornire degli strumenti interessanti per rendere la vita delle persone se non più sicura, almeno meno ansiosa.

Si stanno infatti sviluppando strumenti di geo-localizzazione, i primi sono stati gli antifurti satellitari e i braccialetti per chi era in libertà vigilata; ma nella società in cui ognuno è sempre connesso, questa tendenza andrà avanti, in modo da poter sempre monitorare (o controllare se preferite) dove sono i nostri cari, poter rintracciare i nonni che sono andati a fare una gita in montagna o i figli piccoli in un centro commerciale affollato. Le potenzialità sono moltissime e Internet le sta ampliando a dismisura, permettendo virtualmente di sapere sempre dove si trovano le persone che abbiamo a cuore oppure dove il nostro compagno ha parcheggiato la macchina ieri sera o ancora dove si trova il nostro amato cane che ancora una volta è scappato dal giardino.

   

don't be afraid... Se questo sia bene o male non so giudicarlo. Come sempre la tecnologià é di per sè neutra, dipende dall'uso. In questo caso credo che davvero possa essere uno strumento utile, soprattutto per chi vive in grandi città o per le persone anziane in modo da non relegarle in casa costrette ad una vita di dipendenza. L'importante, dal mio punto di vista, è di non scegliere la cultura del controllo al posto della cultura della fiducia. Sarà anche post-moderno, ma in ogni caso sarebbe davvero triste.

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